Il Brasile ha la più grande popolazione di origine italiana del mondo: da 25 a 30 milioni di brasiliani discendono da italiani, più che in Argentina. Tra il 1875 e il 1920 circa un milione e mezzo di emigranti — veneti, lombardi e trentini prima, poi campani, calabresi e siciliani — partirono per le piantagioni di caffè di San Paolo, dove alla fine dell'Ottocento un abitante su tre era italiano (i quartieri del Bixiga, della Mooca e del Brás), e per le colonie agricole del Sud: Caxias do Sul, Bento Gonçalves e la Serra Gaúcha nel Rio Grande do Sul, Nova Trento e Criciúma in Santa Catarina, l'Espírito Santo, dove il talian, dialetto veneto del Brasile, è ancora parlato e riconosciuto patrimonio culturale dal 2014. Oggi circa 700 000 residenti in Brasile hanno la cittadinanza italiana, seconda comunità di italiani all'estero dopo l'Argentina, e il riconoscimento della cittadinanza per discendenza — che la legge italiana ha ristretto nel 2025 ai figli e nipoti di nati in Italia — muove ogni anno decine di migliaia di pratiche nei consolati di San Paolo, Curitiba, Porto Alegre e Rio. Per questo il Brasile ha la sua pagina nella versione italiana del sito.
Repubblica federale di 212 milioni di abitanti, il Brasile ha un diritto di famiglia nazionale: il Codice civile del 2002 regola matrimonio, união estável, divorzio diretto senza termine dal 2010, successioni e regimi dei beni in tutti gli Stati, e il Supremo Tribunale federale ne ha ridisegnato molti punti — matrimonio tra persone dello stesso sesso dal 2013, eredità del convivente nel 2017, depenalizzazione del possesso di marijuana nel 2024.
Aborto ancora reato salvo stupro, pericolo di vita e anencefalia, procreazione assistita aperta a tutti ma regolata solo da una risoluzione medica, legge Maria da Penha contro la violenza domestica tra le più complete del mondo, Sistema Único de Saúde gratuito e universale: le schede dicono che cosa vale, come si fa, quanto costa. Per una coppia italo-brasiliana contano anche la trascrizione degli atti nei consolati, il riconoscimento delle sentenze di divorzio (omologazione al STJ in Brasile, trascrizione in Italia), la convenzione di sicurezza sociale del 1974 e la Convenzione dell'Aia del 1980 sui minori.
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