Come ci si incontra, paese per paese

In India nove matrimoni su dieci sono ancora combinati dalle famiglie; in Giappone i comuni organizzano incontri; in Iran è permessa una sola app; in Pakistan Tinder è bloccato; negli Stati Uniti una coppia su tre si è conosciuta in rete; in Italia la comitiva, la piazza e il telefono si dividono il lavoro. Il giro del mondo dei modi di conoscersi.

Tre grandi modi, e un mondo che cambia

Per quasi tutta la storia conoscere un partner è stato un affare di famiglia: sceglievano i genitori, gli zii, i sensali. Il «matrimonio d’amore», in cui due persone si scelgono da sole, è un’invenzione recente dell’Europa e dell’America, generalizzata nel Novecento e ancora minoritaria in buona parte del mondo. Oggi convivono tre sistemi: l’incontro combinato dalla famiglia (Asia meridionale, parte del Medio Oriente e dell’Africa), l’incontro attraverso la cerchia sociale — amici, studio, lavoro, feste, parrocchia — e l’incontro online, diventato la prima via nei paesi ricchi: negli Stati Uniti il 39 % delle coppie eterosessuali formate nel 2017 si era conosciuto in rete (Rosenfeld, Stanford), davanti agli amici e ai bar. In Italia le indagini danno una coppia recente su quattro o cinque: meno che altrove, perché la comitiva e la famiglia tengono. La pagina Come ci si incontra spiega le cifre; questa fa il giro del mondo.

Italia e Svizzera italiana: la comitiva, la piazza e il telefono

In Italia la via classica resta la comitiva — il gruppo di amici dell’adolescenza, che si allarga con i fidanzati e gli amici degli amici —, la piazza e la passeggiata serale nei paesi, le feste patronali e le sagre, l’università e gli Erasmus, la spiaggia d’estate, le serate in discoteca al Sud e nelle località balneari, l’aperitivo al Nord, e da quindici anni le app (Tinder, Badoo, Meetic, Bumble, Once); il lavoro e il vicinato perdono peso. La famiglia dice ancora la sua — la presentazione ai genitori è un passo serio, e il matrimonio arriva tardi, a 34 anni in media per gli uomini — ma non decide più, tranne in qualche comunità rom e in alcune famiglie immigrate. Nella Svizzera italiana il Ticino segue lo stesso modello, con più associazioni e più apprendistato; a San Marino tutti si conoscono, e ci si sposa spesso con italiani della Romagna.

Asia meridionale: il matrimonio combinato, modernizzato

In India più di nove matrimoni su dieci sono ancora combinati (93 % nell’indagine Lok Foundation-Oxford del 2018; 3 % «d’amore»), ma la combinazione ha cambiato volto: i genitori preselezionano, i futuri sposi si incontrano, parlano e possono dire di no. Gli annunci matrimoniali dei giornali hanno lasciato il posto ai portali matrimoniali — Shaadi.com (1997), BharatMatrimony, Jeevansathi —, dove spesso sono i genitori a creare il profilo e a filtrare per religione, casta, regione, oroscopo e reddito. In Pakistan il matrimonio è combinato nella stragrande maggioranza dei casi, spesso dentro la famiglia allargata (quasi uno su due unisce cugini); Tinder, Grindr e altre tre app sono state bloccate nel settembre 2020 per «contenuti immorali». In Bangladesh comanda il ghotok (sensale); nello Sri Lanka un astrologo verifica la compatibilità degli oroscopi prima di ogni incontro.

Medio Oriente e Golfo: prima la famiglia, le app di nascosto

In Arabia Saudita l’incontro passa dalle madri e dalle sorelle, che individuano una candidata ai matrimoni femminili e organizzano la shawfa, lo «sguardo» autorizzato tra futuri sposi davanti alla famiglia; ogni relazione fuori dal matrimonio resta punibile. In Iran tutte le app straniere sono bloccate; lo Stato ha lanciato nel 2021 la sua, Hamdam, l’unica permessa, che esige documento d’identità, test psicologico e consenso dei genitori. In Egitto il gawaz el-salonat — il «matrimonio da salotto», con il pretendente ricevuto dalla famiglia in salotto — resta la via classica; la polizia usa le app per tendere trappole agli omosessuali. In Turchia l’incontro attraverso le famiglie, görücü usulü, sta ancora dietro quasi metà dei matrimoni. In Israele il mondo ultraortodosso si sposa per shidduch, con un sensale e qualche appuntamento accompagnato.

Asia orientale: quando lo Stato e i genitori si intromettono

Africa: il gruppo, la dote e la chiesa

In quasi tutta l’Africa subsahariana l’incontro è libero ma il matrimonio no: la famiglia deve approvare, la dote (lobola al Sud) va negoziata e la «cerimonia di presentazione» precede ogni unione. Ci si conosce ai matrimoni e ai funerali, nei gruppi giovanili di chiese e moschee, all’università, al mercato; le app sono molto usate nelle capitali, con grande diffidenza per le truffe, e servono da trappola dove l’omosessualità è perseguitata. Nel Maghreb Tinder funziona, ma le relazioni fuori dal matrimonio sono reato in Marocco e Algeria — cosa che riguarda anche le coppie miste italo-marocchine e italo-egiziane. La pagina Incontri internazionali descrive ogni paese.

America Latina e America del Nord

In America Latina l’incontro è libero e festoso — feste di famiglia, quinceañera, balli, boliches argentini, carnevale, parrocchie —, la famiglia ha voce in capitolo, e le app sono ovunque: il Brasile è il secondo mercato mondiale di Tinder. Gli italo-argentini e gli italo-brasiliani, decine di milioni, si incontrano ancora spesso nei circoli e nelle feste delle comunità d’origine. Negli Stati Uniti internet è la prima via dal 2013; in Europa viene prima o seconda dopo gli amici. I dettagli cambiano: i britannici si conoscono al pub, i tedeschi nelle associazioni e nello sport, i francesi alle feste private, gli spagnoli e gli italiani nella comitiva. Tinder ha lasciato la Russia nel 2023.

Dove gli incontri online non esistono, o quasi

Per continuare: lo speed dating, le serate per single, gli incontri particolari e gli incontri online.

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