Chiedere aiuto
Italia: 1522 (antiviolenza, gratuito, 24 ore, anche in inglese, francese, spagnolo e arabo), 112, Telefono Azzurro 19696 per i minori. Il matrimonio forzato è reato dal 2019 (art. 558 bis del codice penale, «costrizione o induzione al matrimonio», da uno a cinque anni, aumentati se la vittima è minore; punito anche se commesso all’estero da o contro un cittadino italiano). Se dovete partire per un paese dove temete un matrimonio, avvisate una persona di fiducia, lasciate copie dei documenti e annotate il numero dell’ambasciata. Svizzera: 143, Servizio contro i matrimoni forzati 0800 800 007.
Che cos’è un matrimonio forzato
Un matrimonio in cui almeno uno dei due non ha dato un consenso libero e pieno: perché costretto con minacce, violenza o ricatto affettivo, perché è un bambino, o perché non aveva alcun modo reale di rifiutare. Si distingue dal matrimonio combinato, in cui la famiglia propone e i promessi possono dire di no; il confine è a volte sottile, e la pressione familiare può trasformare l’uno nell’altro. Le Nazioni Unite contano circa 22 milioni di persone in un matrimonio forzato in un dato momento, due terzi donne, e l’Unicef stima che 640 milioni di donne oggi vive si siano sposate prima dei 18 anni — dodici milioni in più ogni anno. Pandemia, guerre e clima hanno frenato il calo che si era ottenuto.
Il rapimento della sposa: è vero?
Sì. In Kirghizistan l’ala kachuu («prendi e scappa») si pratica ancora: un uomo e i suoi amici rapiscono una giovane per strada, la portano nella casa di famiglia, dove le donne della casa la spingono per ore ad accettare il fazzoletto bianco che suggella il matrimonio; molte cedono per vergogna, perché una ragazza che ha passato la notte fuori è considerata «disonorata». È illegale dal 1997 e punito con sette-dieci anni dal 2013, ma si stima che circa 12.000 donne siano rapite ogni anno, un matrimonio su tre nelle campagne, e solo un caso su diverse centinaia arriva in tribunale. L’omicidio di Aizada Kanatbekova nel 2021, rapita in pieno giorno a Bishkek e trovata morta due giorni dopo, ha provocato manifestazioni e un irrigidimento della legge. La pratica esiste anche in Kazakistan, nel Caucaso (Cecenia, Daghestan, zone rurali di Georgia e Azerbaigian), in Etiopia (telefa), in parti del Sudafrica (ukuthwala) e del Sahel. La «fuitina» siciliana di un tempo — la fuga concordata dei fidanzati per forzare il consenso delle famiglie — era un’altra cosa, anche se poteva servire a coprire una violenza, come nel caso di Franca Viola, che nel 1966 rifiutò il matrimonio riparatore con il suo rapitore e lo fece condannare.
Il matrimonio infantile
I paesi con la più alta proporzione di bambine sposate prima dei 18 anni sono Niger (76 %), Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Bangladesh, Sud Sudan e Mozambico. La legge permette a volte il matrimonio molto precoce: nessuna età minima in Yemen né in Arabia Saudita prima del 2019, dieci anni in Sudan sotto la vecchia legge, tredici in Iran per le bambine, nove in Iraq dalla riforma del codice di statuto personale del 2025 che riconosce le unioni religiose sciite. In Italia l’età minima è 18 anni (16 con autorizzazione del tribunale per i minorenni, art. 84 c.c.); l’Istat e le associazioni contano ogni anno decine di casi di matrimoni forzati o combinati sotto pressione, in famiglie di origine pakistana, bangladese, marocchina, egiziana e rom — il caso di Saman Abbas, uccisa a Novellara nel 2021 a 18 anni per aver rifiutato il matrimonio deciso dalla famiglia, ha portato alla condanna all’ergastolo dei genitori nel 2023. In Svizzera il matrimonio forzato è reato dal 2013 (art. 181a CP) e i matrimoni di minori non sono riconosciuti.
«Sposa il tuo stupratore»
Una ventina di paesi mantiene ancora leggi che permettono all’autore di uno stupro di sfuggire alla condanna sposando la vittima: Russia (art. 134, se la vittima è minore), Thailandia, Venezuela, Kuwait, Bahrein, Iraq (art. 398), Libia, Algeria, Filippine, Tagikistan, Serbia. L’Italia ha avuto la sua: l’articolo 544 del codice Rocco prevedeva che il matrimonio riparatore estinguesse il reato di violenza carnale, anche su minore; abrogato solo nel 1981, insieme al delitto d’onore. Il Marocco ha abolito la sua nel 2014 dopo il suicidio di Amina Filali, 16 anni; Giordania, Tunisia e Libano nel 2017; l’America Latina tra il 1997 e il 2012.
Cosa dice la legge nel mondo
- Convenzioni internazionali. L’articolo 16 della Dichiarazione universale esige il «libero e pieno consenso» dei futuri sposi; la convenzione del 1962 sul consenso al matrimonio, la CEDAW (1979), la convenzione del 1956 contro la schiavitù (che nomina il matrimonio servile) e la Convenzione di Istanbul (2011, art. 37, che l’Italia ha ratificato nel 2013) obbligano gli Stati a punirlo.
- Europa. Reato specifico in Italia (2019), Spagna (2015), Francia (2013 e 2024), Regno Unito (2014, fino a sette anni), Germania (2011, § 237 StGB), Portogallo (2015), Paesi Bassi e Belgio (2013), Svizzera (2013). Un matrimonio forzato all’estero può essere annullato e perseguito al ritorno.
- Paesi musulmani. Il diritto islamico esige in teoria il consenso della donna, ma l’istituto del wali (tutore matrimoniale) e il silenzio interpretato come accettazione lo svuotano spesso; Arabia Saudita, Iran e Afghanistan lo fanno dipendere dal padre.
- Asia del Sud. L’India fissa 18 anni (21 per gli uomini) dal 1978, ma un matrimonio di bambine su quattro è anteriore; il Bangladesh autorizza eccezioni «nell’interesse della minore» dal 2017; il Pakistan, 16 (18 nel Sindh e dal 2025 a Islamabad).
Uscire da un matrimonio forzato
Un matrimonio forzato è nullo in quasi tutti gli ordinamenti: in Italia l’articolo 122 del codice civile permette di impugnarlo per violenza o timore di eccezionale gravità, e il matrimonio celebrato all’estero senza consenso non è riconosciuto. Le associazioni accompagnano senza obbligare a denunciare: i centri antiviolenza della rete D.i.Re, Trama di Terre (Imola, specializzata nei matrimoni forzati), Differenza Donna (Roma), Casa delle donne di Bologna, Le Onde (Palermo). Alle donne straniere vittime di violenza domestica l’articolo 18 bis del Testo unico sull’immigrazione riconosce un permesso di soggiorno «per motivi umanitari» indipendente dal marito. Le pagine sulla protezione dei figli, sull’impunità dello stupro e sulla schiavitù oggi completano questa; le schede paese di Consenso danno l’età e la legge di ogni Stato.
