Due sistemi, uno stesso fondo
I paesi di lingua italiana sono tutti parte della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (1950), applicata dalla Corte di Strasburgo, a cui ogni persona può rivolgersi dopo aver esaurito i ricorsi nazionali: Italia, Svizzera e San Marino. L'Italia è inoltre soggetta alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (2000, vincolante dal 2009) quando applica il diritto dell'Unione, e alla Corte di giustizia. Sopra tutto, le costituzioni nazionali — la Costituzione italiana del 1948, la Costituzione federale svizzera del 1999, la Dichiarazione dei diritti sammarinese del 1974 — e i loro giudici costituzionali. Il fondo è lo stesso: dignità, libertà, uguaglianza, vita privata, famiglia.
I diritti che inquadrano la vita di coppia
- Il rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 della Convenzione): il diritto di vivere con chi si vuole, di essere riconosciuti come coppia, di mantenere i legami con i propri figli. È su questo articolo che la Corte ha imposto all'Italia un riconoscimento delle coppie dello stesso sesso (Oliari, 2015) e che decide la maggior parte dei casi di affidamento e di sottrazione di minori.
- Il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia (articolo 12): per l'uomo e la donna secondo il testo, che la Corte non ha esteso al matrimonio egualitario, lasciato agli Stati.
- L'uguaglianza e il divieto di discriminazione (articolo 14 e Protocollo 12; articolo 21 della Carta; articolo 3 della Costituzione italiana; articolo 8 di quella svizzera): tra i sessi, tra figli legittimi e naturali, per orientamento sessuale.
- L'integrità fisica e il divieto dei trattamenti inumani (articoli 2 e 3): base degli obblighi degli Stati contro la violenza domestica (Talpis c. Italia, 2017) e la violenza sessuale.
- La libertà di coscienza e di religione (articolo 9): il matrimonio religioso libero, la scelta dell'educazione dei figli.
- La protezione dei dati personali (articolo 8 della Carta): riconosciuta come diritto fondamentale nell'Unione, base del regolamento generale.
Come si fanno valere
Prima davanti al giudice nazionale, che deve applicare la Convenzione e, in Italia, il diritto dell'Unione, e che può sollevare la questione di costituzionalità davanti alla Corte costituzionale (Italia) o applicare direttamente la Costituzione (Svizzera, dove il Tribunale federale non controlla le leggi federali ma applica la Convenzione). Poi, esauriti i ricorsi, davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, entro quattro mesi dall'ultima decisione, con un ricorso gratuito ma lungo — diversi anni — e senza effetto sospensivo. I casi italiani e svizzeri di diritto di famiglia arrivano regolarmente a Strasburgo, e le condanne cambiano le leggi.
Quello che queste pagine ne fanno
Ogni volta che una regola nazionale è stata dichiarata contraria a un diritto fondamentale, o che un caso è pendente, le schede paese lo dicono. E quando un paese non riconosce un diritto — il matrimonio egualitario, la filiazione di una coppia dello stesso sesso —, la scheda dice cosa la Corte ha già imposto e cosa no.
