Dare un nome, ovunque, ma non allo stesso modo
L'ordine «nome + cognome», abituale in Europa occidentale, non ha nulla di universale. In gran parte dell'Asia orientale — Cina, Corea, Giappone, Vietnam — il cognome precede tradizionalmente il nome: ciò che un modulo occidentale interpreta a volte al contrario. In Islanda il sistema patronimico resta vivo: il bambino porta il nome del genitore seguito da -son (figlio di) o -dóttir (figlia di), tanto che i membri della stessa famiglia non condividono lo stesso «cognome» — e gli elenchi telefonici sono ordinati per nome.
Alcune tradizioni notevoli
- Mondi ispanofono e lusofono: si trasmettono due cognomi, quello del padre poi quello della madre (l'ordine inverso è possibile in Spagna dal 1999), il che conserva la traccia di entrambe le linee.
- Mondo arabo: la kunya designa una persona come «padre di» o «madre di» del primogenito (Abu Yusuf), e la filiazione si esprime con ibn / bint.
- Africa occidentale: in diverse culture il nome può rimandare al giorno di nascita, al rango tra i fratelli o alle circostanze della nascita.
- Ebraismo ashkenazita: si evita tradizionalmente di dare il nome di un vivente e si onora piuttosto un defunto; la tradizione sefardita fa spesso il contrario onorando i nonni viventi.
- Russia ed Europa orientale: il patronimico si inserisce tra nome e cognome (Ivan Ivanovič Petrov) e serve come forma di rispetto.
- Paesi scandinavi e Germania: liste o controlli amministrativi inquadrano ancora la scelta dei nomi, più severamente che altrove in Europa.
Quando un nome viaggia
Molti nomi circolano da una lingua all'altra trasformandosi: Giovanni diventa John, Johann, Ivan, Jean, Juan, Yahya o Yohanan a seconda delle lingue, tutti usciti da una stessa radice ebraica. Questa parentela spiega perché si trovino, nelle famiglie binazionali, nomi diversi allo stato civile ma equivalenti nell'uso.
Scegliere un nome in una famiglia biculturale
- Verificare la pronuncia nelle due lingue: alcuni suoni non esistono ovunque, e un nome può diventare irriconoscibile.
- Attenzione ai significati involontari: un nome delizioso in una lingua può designare altro in un'altra.
- Verificare la trascrizione allo stato civile — i segni diacritici assenti dall'alfabeto del registro (ñ, ć, ş) possono creare difficoltà amministrative, poiché ogni registro accetta solo un insieme limitato di caratteri.
- Una soluzione frequente: un nome d'uso facilmente pronunciabile nei due paesi, e un secondo nome legato all'altra cultura (vedi cosa dice la legge).
