Nome e cognome: cosa dice la legge

Scegliere un nome, trasmettere un cognome, cambiarlo: tre questioni che ogni paese risolve in modo diverso.

Illustration : Nom et prénom : ce que dit la loi

Scegliere un nome: una libertà con dei limiti

Coesistono tre modelli. Alcuni paesi tengono una lista di nomi ammessi, e uscire dalla lista richiede un'autorizzazione. Altri lasciano una libertà totale. La maggioranza applica un modello intermedio: libertà di principio, con un controllo a posteriori dell'ufficiale di stato civile o della procura quando il nome sembra contrario all'interesse del bambino — ridicolo, ingiurioso, o che designa una cosa o un marchio. È il modello italiano: il regolamento dello stato civile vieta i nomi ridicoli o vergognosi, i cognomi usati come nomi, il nome del padre vivente o di un fratello vivente, e limita a tre i nomi attribuibili; i nomi stranieri sono ammessi purché scritti in lettere dell'alfabeto italiano.

Due vincoli tecnici tornano spesso: i segni diacritici ammessi o meno dai registri, e il numero di nomi autorizzato. Sembrano aneddotici fino al giorno in cui un sistema informatico straniero rifiuta il nome.

Trasmettere un cognome

Il movimento internazionale è netto: si è passati dalla trasmissione automatica del cognome del padre a una scelta tra i due cognomi, o addirittura alla loro combinazione. In Italia, la Corte costituzionale ha stabilito nel 2022 che il figlio prende di regola i cognomi di entrambi i genitori, nell'ordine da loro concordato, salvo accordo per uno solo; in caso di disaccordo decide il giudice. Diversi sistemi impongono inoltre che tutti i figli della stessa coppia portino lo stesso cognome.

Il cognome dopo il matrimonio: una differenza culturale importante

In Italia il matrimonio non cambia il cognome di nessuno: la moglie può aggiungere quello del marito al proprio, come uso, ma lo stato civile non cambia — e lo stesso vale in Svizzera dal 2013. In molti altri paesi la moglie prende il cognome del coniuge, a volte come semplice nome d'uso, a volte con effetto sullo stato civile; altrove i coniugi possono scegliere un cognome comune, con regole variabili sui doppi cognomi. Questa differenza disorienta le coppie venute da altrove e complica a volte i loro documenti d'identità.

Cambiare nome o cognome

Esistono tre vie a seconda dei paesi: la dichiarazione davanti allo stato civile, l'autorizzazione amministrativa dopo l'esame di un motivo legittimo, e la via giudiziaria. In Italia la domanda si presenta al prefetto, che la valuta e la pubblica prima di autorizzarla. La tendenza è alla semplificazione: sempre più paesi hanno trasferito la competenza dal livello centrale al comune, e hanno creato una procedura dichiarativa per le persone transgender, senza requisito medico né passaggio davanti a un giudice.

Il vero lavoro comincia dopo

Ottenere la decisione è rapido; aggiornare l'identità non lo è. Passaporto e carta d'identità prima, poi anagrafe, banca, datore di lavoro, tessera sanitaria, patente, assicurazioni, diplomi e albi professionali. Chiedete più copie autenticate dell'atto: ogni ente vorrà la sua, e conservate per tutta la vita il documento che fa il collegamento tra il vecchio e il nuovo nome.

La questione che prevale su tutte le altre

In una parte del mondo, la questione non è la scelta del nome ma la registrazione della nascita. Un bambino non dichiarato non ha atto di nascita, quindi nessun accesso alla scuola, agli esami, ai documenti d'identità né alla successione. I termini di dichiarazione sono brevi e il loro superamento impone una procedura giudiziaria lunga. Dichiarate, chiedete più copie e conservatele.

Il diritto paese per paese

Il quadro giuridico, le pratiche, i tempi e i costi differiscono da un paese all'altro: chi può opporsi a un nome, come si ordinano e si trasmettono i cognomi, quanto costa e quanto dura un cambiamento. Le schede paese del sito riuniscono, per ogni paese di lingua italiana, il diritto di famiglia applicabile e gli indirizzi utili.

Per saperne di più

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