Un luogo comune da sfumare
Ozempic, Wegovy e Mounjaro appartengono alla famiglia degli agonisti del recettore del GLP-1: la semaglutide per i primi due, la tirzepatide (che agisce anche sul recettore del GIP) per il terzo. Prescritti nel diabete di tipo 2 e nell'obesità, riducono l'appetito, rallentano la digestione e fanno perdere peso. Molte persone si chiedono se «spengano» anche il desiderio. La risposta onesta è più sfumata della voce che circola: in alcune persone il desiderio aumenta, in altre cala, e in molte non cambia. Questa pagina fa il punto su ciò che mostrano indagini e studi, e su ciò che resta incerto.
Cosa dice l'indagine del Kinsey Institute
Il dato più citato proviene da un'indagine condotta dal Kinsey Institute (Università dell'Indiana) con il sito DatingAdvice.com, presentata nel luglio 2025: ha interpellato 2.000 adulti americani single, di cui circa l'8 % aveva già assunto un trattamento di questo tipo per dimagrire (Kinsey Institute, 2025), cioè nell'ordine di 150 a 160 persone. Tra le risposte riportate, il 18 % dichiara di aver provato più desiderio sessuale e il 16 % meno desiderio (Kinsey Institute, 2025). Sul piano della funzione sessuale, il 16 % riferisce un miglioramento e il 12 % un peggioramento; quanto alla fiducia negli appuntamenti, l'11 % si sente più sicuro di sé e il 9 % meno (Kinsey Institute, 2025 (TIME)).
Questi numeri vanno interpretati con prudenza. Sono dichiarativi (ciò che gli intervistati dicono di aver provato, senza misurazioni né confronto con un gruppo che non assume il trattamento), riguardano un piccolo gruppo di adulti americani single e non distinguono la molecola, la dose né la velocità di perdita di peso. Non abbiamo trovato alcuna pubblicazione su una rivista scientifica con revisione tra pari: si tratta di risultati comunicati dall'università e ripresi dalla stampa. Il loro interesse sta altrove: il desiderio non cala in tutti, e in questo campione sale persino un po' più spesso di quanto scenda, ma la differenza di due punti è troppo piccola per trarre conclusioni.
Perché il desiderio può aumentare
Sono plausibili diversi meccanismi, descritti soprattutto negli uomini. L'obesità spesso abbassa il testosterone; ora, una meta-analisi del 2026 che riunisce otto studi (375 uomini in sovrappeso o obesi) conclude che gli agonisti del GLP-1 aumentano il testosterone totale e libero e vanno di pari passo con migliori risultati sull'erezione (Corona et al., 2026). Gli autori di un'altra revisione sistematica ritengono tuttavia che questo aumento di testosterone dipenda soprattutto dalla perdita di peso e dalla minore insulino-resistenza (aumento medio da 2,5 a 5,2 nmol/L negli uomini obesi con un deficit funzionale) (La Vignera e Condorelli, 2026): le due letture coesistono nella letteratura. In uomini sani, senza deficit, uno studio controllato con placebo non ha mostrato alcun effetto ormonale o riproduttivo rilevante (Zafrani et al., 2026): il beneficio sembra riservato alle persone il cui metabolismo era compromesso.
Ci sono poi effetti meno misurabili: una glicemia migliore, meno affanno e meno dolori, un'immagine del corpo più positiva, maggiore fiducia. La società scientifica nordamericana di medicina sessuale (SMSNA) ricorda infatti che, sia negli uomini sia nelle donne, la perdita di peso può aiutare a riequilibrare gli ormoni sessuali e favorire il desiderio con il tempo (SMSNA).
Perché può calare
La prima spiegazione è indiretta. Nausea, reflusso, stitichezza, stanchezza e rapido deficit calorico, soprattutto quando si aumenta la dose, non favoriscono lo slancio sessuale. La SMSNA segnala anche piste ormonali (la globulina che lega gli ormoni sessuali, SHBG, potrebbe ridurre la quota libera di questi ormoni) e una difficoltà a raggiungere l'orgasmo in alcuni pazienti, soprattutto all'inizio del trattamento (SMSNA).
La seconda è un'ipotesi sul cervello. Una revisione narrativa pubblicata alla fine del 2025 propone che questi farmaci, agendo sulla serotonina (che, in eccesso, frena il desiderio), possano ridurre la voglia sessuale in alcune persone, precisando però che questo modello è «generatore di ipotesi», estrapolato da lavori sugli animali e non testato sull'essere umano (Gelfand et al., 2025). Una revisione sistematica di 66 studi preclinici, uscita nell'ottobre 2026, va nella stessa direzione: negli animali, gli agonisti del GLP-1 riducono i comportamenti legati alla ricompensa (cibo, sostanze e, quando somministrati localmente in alcune aree del cervello, comportamenti sessuali per l'exenatide) (Zheng et al., 2026). Ciò che si osserva nel topo non è ciò che vivono i pazienti: non è una prova nell'essere umano.
Uomini e donne: dati disomogenei
I dati sono più numerosi negli uomini, nei quali si misurano erezione e testosterone. Nelle donne le informazioni provengono soprattutto da presentazioni a congressi: alla riunione autunnale 2025 della SMSNA, un gruppo ha riferito che circa una partecipante su quattro segnalava un cambiamento della propria vita sessuale con i GLP-1, e la metà di queste una diminuzione fastidiosa, con riduzioni significative di desiderio ed eccitazione; il numero di partecipanti, il disegno dello studio e il confronto non erano precisati, e la relatrice invitava a ricerche più rigorose (SMSNA, 2025). È un segnale da approfondire, non un risultato accertato.
Stato della ricerca
Al 2 novembre 2026, a nostra conoscenza, nessuno studio randomizzato ha preso il desiderio sessuale come criterio principale in persone trattate con semaglutide o tirzepatide. Gli autori della revisione del 2025 raccomandano del resto di misurare sistematicamente il desiderio, con questionari validati in più momenti, nei futuri studi (Gelfand et al., 2025). Ciò che si sa si riassume quindi in quattro punti:
- un'indagine dichiarativa americana mostra effetti in entrambe le direzioni, di entità più o meno comparabile;
- revisioni e meta-analisi su uomini obesi o diabetici riportano piuttosto un miglioramento di testosterone ed erezione, su piccoli numeri;
- alcune ipotesi (serotonina, circuiti della ricompensa) spiegherebbero un calo in alcuni, ma poggiano soprattutto su studi sugli animali;
- i dati nelle donne sono scarsi e provengono da comunicazioni a congressi.
Chi assume questi trattamenti ha inoltre spesso un diabete, una depressione, un'età o altri farmaci che influenzano il desiderio: isolare l'effetto proprio del trattamento è difficile.
Cosa fare se il desiderio cambia?
Queste indicazioni sono generali e non sostituiscono un parere medico. Un cambiamento del desiderio durante il trattamento merita di essere segnalato a chi lo prescrive, senza interrompere o modificare da soli la dose: la SMSNA invita a parlare delle proprie preoccupazioni di salute sessuale con un professionista sanitario (SMSNA). Il sonno, l'umore, un altro farmaco o una carenza possono pesare quanto il trattamento stesso (vedi il calo del desiderio e a chi rivolgersi). In coppia, parlarne senza rimproveri aiuta: il corpo cambia, l'immagine di sé pure, e il desiderio a volte segue con ritardo. Se a creare problemi è l'erezione, il Viagra e i suoi equivalenti rispondono a una domanda diversa dal desiderio.
Domande frequenti
Ozempic e Wegovy spengono la libido?
Non sistematicamente. Nell'indagine dichiarativa del Kinsey Institute, il 18 % degli utilizzatori dice di avere più desiderio e il 16 % meno. Esistono meccanismi plausibili in entrambe le direzioni, ma nessuno studio controllato ha ancora chiarito la questione.
Il Mounjaro agisce in modo diverso da Ozempic sul desiderio?
Non abbiamo trovato un confronto diretto. La tirzepatide del Mounjaro agisce su due recettori (GIP e GLP-1), ma i dati sul desiderio sono mescolati a quelli della semaglutide; non si può dire quale delle due molecole agisca in modo diverso.
Si può interrompere il trattamento per ritrovare il desiderio?
Questa decisione si prende con il medico, non da soli: il trattamento spesso protegge da rischi metabolici. Prima si possono discutere altre leve (dose, ritmo di aumento, alimentazione, controllo ormonale, sostegno psicologico).
Gli uomini sono più coinvolti delle donne?
Semplicemente, i dati sono più numerosi negli uomini, nei quali si misurano testosterone ed erezione. Nelle donne le informazioni disponibili sono scarse e provengono da presentazioni a congressi.
