Matrimonio tra persone dello stesso sesso — Unione europea

Matrimonio egualitario in 16 Stati membri (Grecia ed Estonia gli ultimi, nel 2024), unione civile in altri 7 tra cui l'Italia, niente in 4; la sentenza Coman (2018) obbliga tutti a riconoscere il matrimonio di un cittadino dell'Unione ai fini del soggiorno del coniuge dello stesso sesso, e la Corte di Strasburgo esige da ogni Stato almeno un'unione civile.

Il quadro giuridico

Il matrimonio è competenza nazionale, ma la Corte di giustizia ha deciso nel 2018 (Coman, C-673/16) che il termine «coniuge» della direttiva 2004/38 include quello dello stesso sesso: ogni Stato membro deve riconoscere il matrimonio celebrato in un altro per concedere il soggiorno, anche se la sua legge lo ignora. Sedici Stati celebrano il matrimonio tra persone dello stesso sesso (Paesi Bassi 2001, Belgio 2003, Spagna 2005, Svezia 2009, Portogallo 2010, Danimarca 2012, Francia 2013, Lussemburgo e Irlanda 2015, Finlandia, Malta e Germania 2017, Austria 2019, Slovenia 2022, Estonia e Grecia 2024), sette offrono un'unione civile (Italia, Croazia, Cipro, Cechia, Ungheria, Lettonia dal 2024, Lituania in attesa) e quattro niente (Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia). La Corte europea dei diritti dell'uomo impone dal caso Oliari c. Italia (2015) un riconoscimento giuridico minimo delle coppie dello stesso sesso, e lo ha ribadito con Fedotova c. Russia (2023) e le condanne di Romania e Polonia; non impone il matrimonio. La Commissione ha proposto nel 2022 un regolamento sul riconoscimento della filiazione tra Stati membri, bloccato dall'unanimità; la Corte di giustizia esige almeno i documenti di viaggio del figlio (V.M.A., 2021).

I punti chiave

Matrimonio16 Stati membri; Grecia ed Estonia nel 2024
Unione civileItalia, Croazia, Cipro, Cechia, Ungheria, Lettonia; diritti diseguali
Nessun riconoscimentoPolonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia
Sentenza ComanRiconoscimento obbligatorio del matrimonio per il soggiorno in tutta l'Unione
Corte di StrasburgoAlmeno un'unione civile obbligatoria (Oliari c. Italia 2015, Fedotova 2023)
FiliazioneProposta di regolamento 2022 bloccata; documenti di viaggio del figlio garantiti (V.M.A., 2021)

In pratica

Costi e copertura

Quelli di un matrimonio nello Stato di celebrazione; riconoscimento per il soggiorno gratuito.

Cambiamenti recenti

Grecia (febbraio 2024) ed Estonia (gennaio 2024) hanno aperto il matrimonio; la Lettonia ha introdotto l'unione civile (2024); la Corte di Strasburgo ha condannato Romania e Polonia (2023); il regolamento sulla filiazione resta bloccato.

A chi rivolgersi

Da sapere

Coman garantisce il soggiorno, non l'uguaglianza: un matrimonio spagnolo riconosciuto in Italia per il permesso di soggiorno vale, per il resto, come unione civile. E la filiazione dei figli resta il punto più fragile al cambiare di paese.

Fonti e link ufficiali

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