Fotografare non è pubblicare
Nella quasi totalità dei paesi, scattare una foto in un luogo pubblico non è di per sé illecito. Ciò che è regolato è la diffusione. Alcuni sistemi esigono un'autorizzazione distinta per ogni fase — una per la ripresa, un'altra per la pubblicazione. Altri si preoccupano solo del risultato e si chiedono se la diffusione leda un interesse legittimo: è il modello italiano, in cui l'articolo 10 del codice civile e la legge sul diritto d'autore vietano di esporre o pubblicare il ritratto di una persona senza il suo consenso, salvo eccezioni. In tutti i casi, il consenso dato per essere fotografati non vale come consenso a essere pubblicati, e ancor meno a essere pubblicati in un altro contesto.
Le eccezioni classiche
Quattro situazioni tornano quasi ovunque: la persona che illustra un fatto di attualità; la persona accessoria a un luogo o a una scena, senza essere il soggetto dello scatto; le folle e i raduni, dove nessuno è isolato; e le persone pubbliche nell'esercizio della loro funzione. Al contrario, l'uso commerciale o pubblicitario di un'immagine è quasi sempre soggetto ad autorizzazione, anche quando la foto in sé era lecita.
Immagini intime: la convergenza più netta del diritto recente
È il campo in cui le legislazioni si sono avvicinate di più in pochi anni. La regola che si impone progressivamente ovunque sta in una frase: acconsentire alla ripresa non è acconsentire alla condivisione. Diversi sistemi hanno eliminato l'esigenza di provare un'intenzione di nuocere, difficile da stabilire e che faceva fallire i procedimenti; l'Italia ha introdotto nel 2019 il reato di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, il cosiddetto revenge porn. Le immagini prodotte o modificate artificialmente sono ormai contemplate in un numero crescente di paesi, e sulle piattaforme pesano obblighi di rimozione rapida.
I bambini: la questione trattata peggio
L'immagine di un minore presuppone il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, spesso di entrambi. La difficoltà pratica è altrove: la pubblicazione da parte di un genitore, di una scuola, di una società sportiva. Un rifiuto scritto vale come opposizione e deve essere rispettato, e la maggior parte degli istituti dispone di un modulo la cui mancata firma equivale a un rifiuto, non a un'accettazione tacita.
Segnalare prima, agire in giudizio poi
La rimozione ottenuta dalla piattaforma è quasi sempre più rapida di una decisione giudiziaria. Catturate prima la pagina intera con l'indirizzo, la data e il nome dell'account, poi usate il modulo di segnalazione, e solo dopo avviate la procedura. Per le immagini intime, dispositivi di impronta digitale permettono di bloccare le ripubblicazioni senza inviare l'immagine stessa a nessuno; in Italia il Garante privacy accoglie anche le segnalazioni preventive.
Il diritto paese per paese
Il quadro giuridico, le pratiche, i tempi e i costi differiscono da un paese all'altro: testi applicabili, autorità competente, costo reale di un reclamo e trappole da evitare. Le schede paese del sito riuniscono, per ogni paese di lingua italiana, il diritto applicabile e gli indirizzi utili.
