Schermi: una persona su due a letto

Santé publique France pubblica «Crescere con gli schermi»: usi a letto e a tavola, tecnoferenza, tempo davanti agli schermi dei bambini e nuove regole.

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La notizia in breve

Nel numero 474 di La Santé en action, Santé publique France riferisce che una persona su due si informa o guarda video prima di dormire e una su tre durante i pasti. Il dossier affronta anche la tecnoferenza dei genitori, il tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi (studio Enabee) e il quadro normativo del rientro 2026.

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Che cosa dice il dossier di Santé publique France

Il 9 ottobre 2026 Santé publique France ha messo in evidenza il dossier «Crescere con gli schermi», pubblicato nel numero 474 della sua rivista La Santé en action, datato da luglio a settembre 2026 (Santé publique France, 2026). Il punto di partenza è una constatazione semplice: le famiglie francesi sono diventate iperconnesse. Nel 2025 una famiglia possiede in media più di una decina di dispositivi dotati di schermo (Santé publique France, 2026).

Questa abbondanza si vede nei momenti più ordinari della giornata. Secondo il dossier, una persona su due continua a informarsi o a guardare video al momento di andare a dormire, e una su tre durante i pasti. Anche per una persona su due i social network alimentano la sensazione di passare troppo tempo sullo smartphone (Santé publique France, 2026). Questi risultati provengono da un sondaggio condotto dall'istituto Toluna Harris Interactive su 2 074 persone di 15 anni e più, intervistate dal 26 settembre al 2 ottobre 2025 (Santé publique France, 2026).

Il dossier si appoggia poi su due studi nazionali. Lo studio Enabee misura il tempo davanti agli schermi dei bambini della scuola primaria: circa 1 h 30 al giorno tra i 3 e i 5 anni e circa 2 h 30 tra i 9 e gli 11 anni. La televisione domina tra i più piccoli, mentre smartphone e console aumentano a partire dai 9 anni. I figli di genitori con un titolo di studio più basso passano più tempo davanti agli schermi e hanno più spesso uno schermo in camera (Santé publique France, 2026). L'indagine EnCLASS, condotta nel 2024 su studenti delle scuole medie e superiori, mostra che l'uso dei social network si diffonde alle medie e riguarda più le ragazze che i ragazzi (Santé publique France, 2026).

Tecnoferenza, attenzione e quadro normativo

Il dossier ricorda anche che cosa si intende per tecnoferenza: l'uso dello smartphone da parte dei genitori, che disturba le loro interazioni con il neonato. Il termine è stato coniato per descrivere questo fenomeno (Santé publique France, 2026). L'idea è importante, perché sposta in parte lo sguardo. Si parla molto del tempo che i bambini passano davanti agli schermi, ma il dossier insiste anche sull'esempio e sulla disponibilità degli adulti.

Cita inoltre la perizia dell'Anses sull'impatto dei social network sulla salute fisica e psichica degli adolescenti. Questa sottolinea i meccanismi di cattura dell'attenzione, che sfruttano la vulnerabilità di questa fascia d'età e possono innescare una spirale senza fine, quella che il dossier chiama la «tana del coniglio» (Santé publique France, 2026).

Infine, il dossier fa il punto sul quadro normativo del rientro. A luglio il Parlamento ha votato il divieto dei social network ai minori di 15 anni, ma il Consiglio costituzionale lo ha censurato. Il divieto dei telefoni cellulari al liceo è entrato in vigore con il rientro. Un nuovo testo sui social network è stato sottoposto alla Commissione europea, che a metà settembre ha presentato il «Kids Act», una proposta di regolamento che disciplina l'accesso dei minori ai social network. Una professoressa di diritto dell'università Paris 1 sostiene la necessità di regolare le piattaforme, ad esempio eliminando le funzionalità che creano dipendenza (Santé publique France, 2026).

Come leggere questi risultati

Bisogna tenere presente la natura dei numeri. Quelli sul momento di andare a dormire, sui pasti e sulla sensazione di passare troppo tempo al telefono provengono da un sondaggio dichiarativo: dicono ciò che le persone riferiscono, non ciò che un contatore ha misurato. Un sondaggio su 2 074 persone descrive una tendenza, ma non permette di dire quanti francesi presentino un disturbo. Allo stesso modo, le medie di Enabee descrivono fasce d'età, non ogni singolo bambino. Soprattutto, il dossier non parla di dipendenza: descrive usi e rischi. La fonte che abbiamo letto è la presentazione del dossier pubblicata da Santé publique France, non l'insieme degli articoli del numero, e non riportiamo nulla di più di quanto essa indichi.

Che cosa cambia

Per chi legge, l'interesse è soprattutto pratico. Se una persona su due guarda uno schermo mentre si addormenta, la camera da letto è il primo luogo su cui agire, e i pasti il secondo. Questi punti di riferimento valgono per tutta la famiglia, adulti compresi. Per una coppia, toccano una domanda molto concreta: chi guarda il telefono, quando, e che ne è del tempo trascorso insieme? L'attualità normativa, dal canto suo, evolve in fretta e può ancora cambiare: il divieto censurato non è in vigore, mentre quello del telefono al liceo lo è.

Che cosa aggiunge la nostra pagina di approfondimento

La nostra pagina di approfondimento va oltre ciò che il dossier lascia da parte. La nostra guida sugli schermi e gli usi digitali spiega perché la medicina parla di dipendenza solo per due diagnosi precise, distingue tre situazioni diverse quando la pornografia entra nella coppia, approfondisce la tecnoferenza tra partner e il sonno, e indica dove trovare aiuto gratuito in Francia, in un centro specializzato o per telefono. Richiama anche lo stato della ricerca, con i suoi limiti, e le regole in vigore o in discussione.

Per approfondire

Questa notizia fa parte di un tema più ampio, che la nostra pagina Schermi e usi digitali tratta nel dettaglio.

Leggi la pagina: Schermi e usi digitali

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