Calendario dell’affido condiviso

Scegliete il ritmo — settimane alterne, 2-2-3, 2-2-5-5, un fine settimana su due —, la data di inizio e i nomi: il calendario dei mesi a venire si mostra, si conta, si stampa e si esporta nella vostra agenda.

Un calendario scritto risolve più conflitti di qualunque formula: la pagina affidamento dei figli spiega perché. Questo strumento disegna i ritmi più comuni; vacanze, festivi ed eccezioni si regolano poi a mano, e il risultato stampato può servire da base all’accordo tra i genitori o al piano genitoriale presentato al giudice o al mediatore.

Caricamento del calendario…

Quale ritmo per quale età?

Le raccomandazioni dei professionisti dell’infanzia convergono su un punto: più il bambino è piccolo, più le separazioni da ciascun genitore devono essere brevi. Prima dei tre anni, i ritmi 2-2-3 o i passaggi frequenti senza notti prolungate sono spesso preferiti alla settimana intera; dalla scuola primaria la settimana alterna diventa praticabile; nell’adolescenza è spesso il figlio stesso a chiedere un ritmo più lungo, o una residenza principale vicino alle sue attività. Il 2-2-5-5 mantiene gli stessi giorni della settimana presso ciascun genitore, il che semplifica le attività; il fine settimana alterno corrisponde a una residenza principale presso uno con un diritto di visita classico. Nessun ritmo è migliore in sé: quello buono è quello che i due genitori mantengono senza conflitti.

Domande frequenti

Come gestire le vacanze?

La regola più comune divide ogni periodo di vacanza in due, alternando la prima metà da un anno all’altro; Natale e Capodanno si dividono spesso a incrocio. Scrivetelo nell’accordo, con gli orari di passaggio.

Il calendario è «ufficiale»?

No: è uno strumento di preparazione. Ciò che ha forza vincolante è l’accordo omologato o la sentenza; il calendario vi aiuta a fissarne il contenuto e a visualizzarlo.

A che cosa serve l’esportazione .ics?

A caricare i periodi di affido in Google Calendar, Outlook, il calendario dell’iPhone o qualunque altra agenda, e a condividerli con l’altro genitore — ciascuno vede allora lo stesso programma.

Pagina verificata a settembre 2026. Le norme e i dati citati possono cambiare: in caso di dubbio, verificateli sulla fonte ufficiale indicata.

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