Mostrare interesse, non recitare
Le tecniche di seduzione vendute online hanno tutte lo stesso difetto: funzionano su chi non conta, e falliscono su chi conta. Quello che funziona è più semplice e più difficile: essere presenti, fare domande vere e ascoltare le risposte, ricordarle la volta dopo. L'interesse autentico si vede; quello recitato anche.
Leggere i segnali
Un sì si riconosce: la persona prolunga la conversazione, fa domande a sua volta, trova un pretesto per rivedersi, risponde ai messaggi. Un no si riconosce anche quando non viene detto: risposte brevi, nessuna domanda, un «vediamo» che non si concretizza mai, un corpo che si gira verso altro. Il no non detto è un no: insistere non lo trasforma in sì, lo trasforma in molestia.
Proporre
Una proposta chiara vale più di dieci allusioni: «Mi piacerebbe rivederti. Un caffè giovedì?» Dà all'altro qualcosa a cui rispondere, e a voi una risposta. Le proposte vaghe — «un giorno di questi» — non impegnano nessuno e non portano a niente.
Accettare un no
Un rifiuto non è un giudizio su di voi: è un'informazione sull'altro, sul suo momento, sulla sua vita. La sola risposta elegante è breve e senza rimprovero: «Capisco, grazie per la franchezza.» Chi accetta bene un no viene ricordato bene; e le cerchie sono piccole.
Il consenso non è un capitolo a parte
Tutto quello che precede vale anche per i gesti: il primo contatto, il primo bacio, il resto. Un gesto si propone e si legge la risposta; non si prende. Le pagine sulla sessualità e sul consenso sviluppano questo punto, e le schede paese dicono quello che la legge punisce.
