Ritrovarsi tra connazionali all’estero

Consolato e AIRE, Comites, associazioni regionali, Istituti di Cultura e Dante Alighieri, scuole, feste, gruppi online: dove ritrovare altri italiani quando si vive lontano da casa, per farsi degli amici, trovare aiuto, incontrare qualcuno o trasmettere l’italiano ai figli — senza chiudersi in una bolla.

Perché ritrovarsi tra connazionali

Al 1° gennaio 2025 gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) erano 6.412.752, quasi un italiano su nove, secondo il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes: il 53,8 % in Europa e il 41,1 % nelle Americhe, con le comunità più numerose in Argentina (990 mila) e in Germania (849 mila). Nel 2024 le partenze hanno toccato il record di 155.732. Per tutti, i primi mesi si somigliano: un paese che si capisce a metà, pratiche in un’altra lingua, serate lunghe. Ritrovare persone che condividono la propria lingua e i propri riferimenti non è una chiusura: è un punto d’appoggio per trovare un medico, una casa, un lavoro, degli amici, e qualcuno a cui chiedere che cosa, qui, non si fa.

Riguarda anche chi non è partito da solo: il coniuge che ha seguito un trasferimento, spesso senza colleghi e a volte senza permesso di lavoro, e la coppia binazionale che vive nel paese di uno dei due e vuole che i figli parlino entrambe le lingue. Il limite sta in una parola: la bolla. Una comunità di espatriati può diventare un paesino dove si vedono solo persone come sé, dove si parla dell’Italia più di quanto si viva il paese che accoglie, e dove il partner straniero si sente di troppo. E gli italiani all’estero non sono una sola comunità: il 41,3 % degli iscritti all’AIRE lo è per nascita, e il nipote di emigrati veneti di Buenos Aires e l’ingegnera appena arrivata a Monaco di Baviera condividono un passaporto, non sempre una lingua né un’idea dell’Italia. Gli indirizzi che seguono sono punti di partenza, non destinazioni.

Il consolato e le istituzioni

Il consolato non è solo uno sportello per i passaporti: è tramite lui che si vota, che si trascrivono in Italia una nascita o un matrimonio, e che si viene assistiti in caso di crisi. Il suo personale e i membri del Comites conoscono le associazioni attive sul posto; è lì che spesso si ottengono i primi indirizzi affidabili.

Associazioni e reti

Lingua, cultura e scuola

Feste, sport e vita religiosa

Online: gruppi e applicazioni

Già prima della partenza, internet permette di individuare i primi contatti. Queste reti valgono quanto la loro moderazione e i loro membri: il meglio e la truffa vi convivono, da cui le precauzioni più sotto.

Incontrare qualcuno tra connazionali

Molte coppie nascono in queste reti: si condividono una lingua, un umorismo, dei riferimenti, a volte lo stesso orizzonte di ritorno. Sulle app si vedono prima di tutto persone del posto; alcune permettono di filtrare in base alle lingue parlate — Bumble, per esempio, se si sono indicate le proprie —, e qualche riga in italiano nel profilo fa da filtro senza chiudere la porta. Le serate dei circoli regionali e degli Istituti di Cultura, le squadre sportive e le feste del 2 giugno restano i luoghi più naturali: si veda incontrare qualcuno nella vita reale e i siti di incontri.

Ciò che avvicina può anche intrappolare. Idealizzare il paese d’origine: una coppia fondata sulla nostalgia vive bene finché parla di Napoli, di Udine o di Rosario, meno bene quando bisogna decidere dove vivere. Restare nella bolla: in una piccola comunità una rottura diventa pubblica, e si incontra il proprio ex a ogni cena del circolo. Ignorare i calendari: chi è in missione per tre anni e chi si è stabilito per sempre non hanno lo stesso futuro — la pagina sulla coppia a distanza aiuta se uno dei due riparte. E cercare un connazionale non obbliga a escludere gli altri: la coppia mista è un altro modo di mettere radici, con le sue domande, di cui si occupa la pagina sulla coppia internazionale.

Le precauzioni

La prenotazione degli appuntamenti consolari su Prenot@Mi è gratuita: rifiutate chi vi offre un appuntamento a pagamento o si presenta come intermediario del consolato, e informatevi solo sul sito ufficiale del vostro consolato. Online, un «connazionale» dal profilo perfetto — medico in missione, ingegnere su una piattaforma petrolifera — che dichiara presto il suo amore e poi chiede denaro segue il copione delle truffe sentimentali. Non pagate cauzioni per una casa che non avete visto e non affidate a nessuno il vostro passaporto. L’isolamento è un rischio a sé: il partner che ha seguito l’altro, senza lavoro né rete, dipende da lui per tutto; conservate un conto e dei documenti a vostro nome. In caso di violenza, rivolgetevi al vostro consolato, che può orientarvi verso i servizi del paese e assistervi, anche per il rientro in Italia; il 1522, il numero antiviolenza gratuito e attivo 24 ore su 24, offre anche una chat sul sito 1522.eu e nell’app, e in un’emergenza grave la Sala operativa dell’Unità di Crisi della Farnesina risponde al +39 06 36225.

Paese per paese

Le schede paese descrivono il diritto della coppia e della famiglia là dove vivono molti italiani: l’Argentina e la Germania, le due comunità più numerose; la Svizzera, il Brasile, la Francia e gli Stati Uniti, altre grandi comunità; l’Uruguay e il Venezuela, mete storiche della grande emigrazione. Le schede di Argentina, Brasile, Stati Uniti, Uruguay, Venezuela, Francia e Germania raccontano la storia di quelle comunità. Chi, nato all’estero da genitori o nonni italiani, vive oggi in Italia troverà la scheda Italia, e la pagina Incontri internazionali riunisce ciò che vale per gli incontri tra due paesi.

Domande frequenti

Bisogna davvero iscriversi all’AIRE?

Sì, se vi trasferite all’estero per più di dodici mesi: è un obbligo di legge, gratuito, da compiere entro 90 giorni sul portale Fast It, e dal 2024 la mancata iscrizione può costare da 200 a 1.000 euro per ogni anno. Soprattutto, è ciò che vi permette di votare per corrispondenza, di rinnovare i documenti sul posto e di far sapere al consolato dove siete in caso di catastrofe o di disordini. Per un soggiorno più breve basta segnalarsi su Dove siamo nel mondo.

Il mio partner non parla italiano: ha un posto in queste reti?

Sì. L’Istituto Italiano di Cultura e la Dante Alighieri sono fatti per lui. Ma una serata intera in italiano, tra battute, dialetti e discussioni di calcio, può sfinirlo: alternate con i suoi amici, traducete senza che debba chiederlo, preferite le attività in cui la lingua conta meno. L’equilibrio si rompe quando uno dei due non ha più amici che non siano prima di tutto quelli dell’altro.

Come evitare che i nostri figli perdano l’italiano?

Dando loro delle ragioni per parlarlo: la lingua della scuola finisce quasi sempre per dominare, e l’italiano tiene se serve ogni giorno — un genitore che non lo abbandona, le storie della sera, i nonni, un corso di lingua e cultura. Mescolare le lingue è normale in un bambino bilingue; correggere ogni frase, invece, scoraggia.

Per saperne di più

Link verificati verso fonti ufficiali o di riferimento. Si aprono in una nuova scheda.

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