Parlarne prima di vivere insieme
Le indagini mettono il denaro in testa ai motivi di litigio, davanti ai compiti domestici e alla sessualità, e tra i primi motivi di separazione. Non per la somma, ma per quello che rappresenta: la sicurezza, il potere, l'equità, la libertà. Le coppie che ne parlano prima di convivere — cosa guadagna ciascuno, cosa deve, come spende, cosa vuole risparmiare — litigano meno dopo, semplicemente perché hanno fatto emergere le differenze prima che diventino rimproveri.
Tre modelli, nessuno migliore
- Tutto in comune: un solo conto, tutti i redditi, tutte le spese. Semplice, trasparente, e difficile quando i redditi o le abitudini sono molto diversi.
- Tutto separato: ciascuno il suo conto, e le spese comuni divise — a metà, o in proporzione ai redditi. Preserva l'autonomia, e richiede una contabilità.
- Misto: un conto comune alimentato da entrambi per le spese della casa, e un conto personale ciascuno. È il modello più diffuso nelle coppie recenti, perché combina i due.
Redditi disuguali
Quando uno guadagna il doppio dell'altro, dividere a metà crea un'ingiustizia silenziosa: uno dei due non ha più niente per sé. Il contributo proporzionale ai redditi — ciascuno versa la stessa percentuale — è la soluzione che le coppie stabili adottano più spesso, a volte con un correttivo per il lavoro domestico non pagato, che pesa quasi sempre di più su chi guadagna meno.
Quello che cambia la legge
Sposarsi non è neutro per il denaro: secondo il paese e il regime scelto, quello che ciascuno guadagna durante il matrimonio diventa comune o resta proprio, i debiti dell'uno impegnano o no l'altro, e alla separazione il patrimonio si divide secondo regole precise. L'unione civile e la convivenza di fatto danno risultati diversi, a volte nessuna protezione. Le pagine sui regimi patrimoniali e sull'eredità, e le loro schede paese, dicono esattamente cosa vale in Italia, in Svizzera e a San Marino.
I debiti
Un prestito firmato da uno solo impegna, in genere, solo lui — salvo nei regimi di comunione per i debiti contratti nell'interesse della famiglia, e salvo firma congiunta. Non firmare mai come coobbligato un prestito di cui non si conosce la destinazione: è la trappola più frequente al momento della separazione.
