Regime patrimoniale della famiglia — Italia

Comunione dei beni come regime legale dal 1975 — gli acquisti durante il matrimonio sono comuni, i beni anteriori, ereditati o personali restano propri —, ma tre coppie su quattro scelgono la separazione dei beni con una dichiarazione al momento del matrimonio; comunione convenzionale e fondo patrimoniale per convenzione notarile; stesso regime per l'unione civile; scioglimento a metà al divorzio.

Mappa di localizzazione — Italia — Regime patrimoniale della famiglia
Italia. Mappa di localizzazione a contorni semplificati — dati Natural Earth, pubblico dominio.

Il quadro giuridico

La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha fatto della comunione dei beni (articoli 177 e seguenti del Codice civile) il regime legale: sono comuni gli acquisti compiuti insieme o separatamente durante il matrimonio, le aziende costituite dopo il matrimonio e gli utili; restano personali i beni anteriori, quelli ricevuti per donazione o successione, quelli di uso strettamente personale, gli strumenti di lavoro, i risarcimenti e i beni acquistati con il prezzo dei beni personali (articolo 179); i redditi e i frutti non consumati cadono nella «comunione de residuo» allo scioglimento. Ciascun coniuge amministra da solo per l'ordinaria amministrazione e insieme per la straordinaria (vendita di un immobile). I creditori della comunione si soddisfano sui beni comuni; per i debiti personali, sui beni personali e sulla metà dei beni comuni. La separazione dei beni (articoli 215 e seguenti), scelta da circa tre coppie su quattro con una dichiarazione all'atto del matrimonio, lascia a ciascuno la proprietà e l'amministrazione dei suoi beni; quello che si compra insieme è in comproprietà secondo le quote. La comunione convenzionale (modifica delle regole legali) e il fondo patrimoniale (beni destinati ai bisogni della famiglia, impignorabili per debiti estranei) si costituiscono per convenzione notarile, annotata a margine dell'atto di matrimonio, prima o durante il matrimonio. Lo scioglimento avviene per separazione personale (dalla riforma Cartabia, dall'udienza), divorzio, annullamento, fallimento o convenzione: i beni comuni si dividono a metà. L'unione civile ha lo stesso regime; i conviventi di fatto possono adottare la comunione con il contratto di convivenza.

I punti chiave

Regime legaleComunione dei beni (dal 1975): acquisti comuni, beni anteriori ed ereditati personali; comunione de residuo su redditi e frutti
Separazione dei beniScelta da circa tre coppie su quattro; dichiarazione al matrimonio gratuita o convenzione notarile dopo
Altre convenzioniComunione convenzionale; fondo patrimoniale (beni impignorabili per debiti estranei alla famiglia)
AmministrazioneSeparata per l'ordinaria, congiunta per la straordinaria
DebitiComuni sui beni comuni; personali sui beni personali e metà dei comuni
ScioglimentoSeparazione, divorzio, annullamento, convenzione: divisione a metà
Unione civile e convivenzaStesso regime per l'unione civile; comunione possibile per contratto di convivenza

In pratica

Costi e copertura

Dichiarazione al matrimonio gratuita; convenzione notarile da 500 a 1 500 euro; fondo patrimoniale da 1 000 a 2 500 euro con le imposte.

Cambiamenti recenti

La riforma Cartabia (2023) anticipa lo scioglimento della comunione all'udienza di separazione; la Cassazione ha precisato (2023-2024) la comunione de residuo e l'impignorabilità del fondo patrimoniale; la quota di separazioni dei beni continua a crescere.

A chi rivolgersi

Da sapere

La comunione dei beni italiana è più ampia di quanto molti credano: lo stipendio non speso, l'impresa avviata dopo il matrimonio, la casa intestata a uno solo sono comuni. Chi vuole tenere separati i patrimoni deve dirlo il giorno del matrimonio — o pagare il notaio dopo, con il consenso dell'altro.

Fonti e link ufficiali

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