Droghe e sostanze stupefacenti — Uruguay

Unico paese della regione con la cannabis ricreativa legale e regolata dal 2013 (legge 19.172): i residenti maggiori di 18 anni registrati comprano fino a 40 g al mese in farmacia, coltivano fino a sei piante o si associano in club; il possesso per consumo personale di qualsiasi droga non è reato dal 1974; l'alcol si vende dai 18 anni e il tasso alcolemico alla guida è zero dal 2016 — un italiano residente può registrarsi, un turista no.

Mappa di localizzazione — Uruguay — Droghe e sostanze stupefacenti
Uruguay. Mappa di localizzazione a contorni semplificati — dati Natural Earth, pubblico dominio.

Il quadro giuridico

Il decreto-legge 14.294 (1974) non ha mai punito il possesso di «una quantità ragionevole destinata esclusivamente al consumo personale» di qualsiasi droga, e punisce il traffico con 20 mesi a 10 anni. La legge 19.172 (dicembre 2013) ha legalizzato e regolato produzione, distribuzione e consumo di cannabis per gli adulti: l'Instituto de Regulación y Control del Cannabis (IRCCA) amministra il registro obbligatorio, e i residenti legali maggiori di 18 anni scelgono una delle tre vie esclusive — acquisto nelle farmacie aderenti (fino a 40 g al mese, 10 g a settimana, varietà con THC dal 2 al 15 % dal 2023-2024), autocoltivazione (fino a sei piante in fiore e 480 g all'anno) o club (da 15 a 45 soci, fino a 99 piante, 480 g annui per socio) —; il consumo in pubblico è permesso dove si può fumare tabacco, la vendita ai non residenti e l'esportazione vietate, la guida sotto effetto sanzionata. La cannabis medica (decreto 46/015) e la canapa industriale sono regolate a parte, con esportazione. La legge 19.360 (2015) ha fissato l'alcolemia zero alla guida dal 2016 (prima 0,3 g/l), con multa, ritiro della patente e aggravante penale negli incidenti; la vendita di alcol è vietata ai minori di 18 anni. In Italia, il possesso per uso personale è illecito amministrativo (articolo 75 DPR 309/1990) e la vendita di cannabis è reato: ciò che è legale a Montevideo non lo è a Roma, e riportarne in Italia è traffico.

I punti chiave

Possesso per consumo personaleMai reato (quantità ragionevole, decreto-legge 14.294, articolo 31), per qualsiasi droga — in Italia illecito amministrativo con ritiro di patente e passaporto
Cannabis ricreativaLegale dal 2013 (legge 19.172) per residenti maggiori di 18 anni registrati all'IRCCA: farmacie (40 g al mese), autocoltivazione (sei piante, 480 g all'anno) o club (15-45 soci); vie esclusive
Non residentiNon possono comprare né registrarsi; il possesso per consumo non è reato nemmeno per loro
Traffico20 mesi a 10 anni; vendita fuori dal sistema regolato reato
Cannabis medica e industrialeRegolate a parte (decreto 46/015); esportazione autorizzata
AlcolVendita vietata ai minori di 18 anni; alcolemia zero alla guida dal 2016 (legge 19.360) — contro 0,5 g/l in Italia
ItalianiResidenti con cédula: registrazione all'IRCCA possibile; turisti: nessun acquisto legale; riportare cannabis in Italia = traffico (articolo 73 DPR 309/1990)
CifreCirca 100 000 registrati all'IRCCA (2024): 70 % farmacie, 15 % autocoltivazione, 15 % club; il 15 % degli adulti ha consumato cannabis nell'ultimo anno

In pratica

Costi e copertura

Registrazione IRCCA gratuita; cannabis di farmacia a circa 400 pesos i 5 g; trattamenti gratuiti nella rete pubblica e nelle mutualistas; multe per alcolemia da 4 000 a 12 000 pesos.

Cambiamenti recenti

L'IRCCA ha autorizzato nel 2023 e 2024 varietà con più THC e nuove farmacie; i club superano i 300; il governo del 2025 mantiene la legge; il dibattito sull'accesso dei turisti resta aperto; l'Uruguay esporta cannabis medica e industriale. In Italia, il decreto sicurezza 2025 ha vietato la vendita delle infiorescenze di cannabis light.

A chi rivolgersi

Da sapere

L'Uruguay non è una meta di turismo della cannabis: solo i residenti registrati possono comprare, e il visitatore che la ottiene lo fa sul mercato illegale. In compenso, il possesso per consumo non è reato per nessuno dal 1974. L'alcolemia zero si applica senza margine: zero bicchieri se si guida. E per gli italiani: la legalità finisce al check-in — in Italia la stessa bustina è un reato.

Fonti e link ufficiali

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