Da dove vengono
I tarocchi sono nati nell'Italia del Nord — Milano, Ferrara, Bologna — verso il 1440 come gioco di carte con trionfi, giocato nelle corti e poi in tutta l'Europa; i tarocchi da gioco si giocano ancora in Italia, in Francia e in Svizzera. L'uso divinatorio è molto più tardo: fine del Settecento in Francia, con Court de Gébelin ed Etteilla, poi gli occultisti dell'Ottocento, e il tarocco di Marsiglia come modello. I mazzi moderni — Rider-Waite del 1909, e le migliaia di mazzi contemporanei — sono reinterpretazioni. Nessuna tradizione «egizia» o antica: è un gioco italiano che si è messo a parlare.
Gli arcani maggiori in una domanda amorosa
I ventidue arcani maggiori sono le carte che si interpretano. La tradizione moderna, in una lettura amorosa, li legge così: il Matto l'inizio e il rischio; il Bagatto l'iniziativa; la Papessa il segreto e l'attesa; l'Imperatrice la fecondità e la comunicazione; l'Imperatore la stabilità; il Papa l'impegno e il matrimonio; gli Amanti la scelta e l'attrazione; il Carro l'avanzamento; la Giustizia l'equilibrio e il contratto; l'Eremita la solitudine e la riflessione; la Ruota il cambiamento; la Forza il desiderio dominato; l'Appeso l'attesa e il sacrificio; l'arcano senza nome (la Morte) la fine e la trasformazione; la Temperanza la guarigione; il Diavolo la passione e la dipendenza; la Torre la rottura; la Stella la speranza; la Luna l'illusione; il Sole la gioia e la coppia felice; il Giudizio la rivelazione; il Mondo il compimento.
Le stese
La stesa più semplice è a tre carte — passato, presente, futuro, o io, l'altro, la relazione. La croce a cinque carte aggiunge l'ostacolo e la sintesi. Le stese complesse a dieci carte o più (la croce celtica) danno letture ricche e, come la sinastria, sempre interpretabili. Le carte rovesciate — lette al contrario — sono un'invenzione moderna, facoltativa.
Usarli senza ingannarsi
I tarocchi non sanno niente del futuro: il caso distribuisce le carte, e la persona proietta la sua situazione sulle immagini. È esattamente quello che li rende utili — come le macchie di Rorschach o un diario —, per dire ad alta voce quello che si sente di una relazione, a volte per la prima volta. Il pericolo è duplice: prendere una decisione — lasciare, restare, rinunciare — per una carta, e pagare qualcuno che pretenda di leggervi il futuro, a maggior ragione al telefono o a tariffe elevate. Le carte non decidono; voi sì.
Quello che l'astrologia è, e quello che non è
Nessuna ricerca ha trovato che la posizione dei pianeti alla nascita predica il carattere o il destino: gli studi controllati, dagli anni 1980, danno risultati uguali al caso. Queste pagine presentano l'astrologia per quello che è — una tradizione culturale millenaria e un linguaggio per parlare di sé e della coppia —, senza pretendere che predica niente. Leggetele come un gioco serio, non come una guida.
